Si è svolto il 15 settembre, in Piazza Monte Grappa a Varese, l’incontro dal titolo “Il dovere che resta. Memoria e cammino per gli eroi di un domani”, iniziativa promossa dalla Provincia di Varese nell’ambito degli appuntamenti pubblici organizzati per celebrare il proprio Centenario.
L’evento ha visto una vasta rete di collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria, la Camera di Commercio e l’Ufficio Scolastico Territoriale, con l’obiettivo di coinvolgere le giovani generazioni sui temi della legalità, della memoria e dell’impegno civico.
Un momento di ascolto e riflessione per 250 studenti
A prendere parte all’incontro sono stati circa 250 studenti delle classi quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado della provincia. Per i ragazzi è stato un momento di ascolto e riflessione sul fenomeno mafioso, accompagnato dalla presenza di un simbolo particolarmente significativo: la teca che custodisce i resti dell’auto di scorta del giudice Falcone conosciuta con la sigla radio “Quarto Savona 15”.
All’interno della teca sono conservati i resti della Fiat Croma marrone sulla quale viaggiavano gli agenti della Polizia di Stato Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, uccisi il 23 maggio 1992 nella strage di Capaci insieme al giudice Giovanni Falcone e alla moglie, la magistrata Francesca Morvillo.
Memoria, legalità e responsabilità civile
Tra i presenti anche il Prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, che nel suo saluto rivolto agli studenti ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria di chi ha perso la vita al servizio dello Stato e di rafforzare, soprattutto tra i giovani, una cultura della legalità e della responsabilità civile.
Dopo i saluti istituzionali, hanno preso la parola Tina Montinaro, moglie dell’agente Antonio Montinaro e presidente della Fondazione “Antonio Montinaro ETS” che, oltre a ripercorrere la storia di quel tragico sabato di 34 anni fa, ha sottolineato la sua scelta consapevole e convinta di non lasciare Palermo con i suoi figli e di non darla vinta alla mafia. Anzi, quel ragazzo che aveva deciso di sposare meritava riconoscenza e impegno, lo stesso che metteva nello scortare uno degli uomini più a rischio del Paese.
Nel corso della giornata è stato inoltre richiamato il Protocollo d’intesa biennale siglato il 31 luglio scorso tra il Ministero dell’Interno e la Fondazione “Antonio Montinaro ETS”, dedicato alla promozione della memoria e della cultura della legalità.
La collaborazione tra Prefettura e Fondazione
A conclusione dell’iniziativa, il Prefetto Pasquariello, insieme al presidente della Provincia Marco Magrini, al presidente della Camera di Commercio Mauro Vitiello e al dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale Giuseppe Carcano, ha consegnato a Tina Montinaro la circolare emanata il 4 settembre scorso e già trasmessa ai Comuni, alle istituzioni scolastiche e al mondo universitario della provincia di Varese.
In base all’accordo, la Prefettura di Varese e la Fondazione collaboreranno attivamente per la realizzazione di interventi ed eventi culturali, educativi e formativi coinvolgendo i Comuni, l’Ufficio Scolastico Territoriale, le scuole, le università e il ricco tessuto associativo provinciale.
Presenti altresì Alessandra Cerreti, magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, e Giuseppe Battarino, già magistrato e oggi docente di Comunicazione pubblica e istituzionale all’Università degli Studi dell’Insubria.
L’incontro, in conclusione, ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, mondo della scuola e società civile, nel segno della cittadinanza attiva, della giustizia e del rispetto delle regole, considerati elementi fondamentali per la convivenza democratica.


